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News del 17/02/2021

Titolo: Incontri in Regione e all'USR

Verbali incontri tenutisi in data odierna

 

1°incontro con la Regione Emilia Romagna e con, all’odg, i problemi connessi alla situazione sanitaria e del trasporto.

Presenti l’assessore all’istruzione Salomoni , la dott Licia per la sanità e l’assessore  Corsini per i trasporti

Ha presieduto l’incontro il dott Baruffi, sottosegretario  del presidente Bonaccini

 

Baruffi ha introdotto i lavori informandoci che, ieri sera, è stato siglato l’accordo con i medici di base  della Regione i quali , quindi, dovranno vaccinare il personale della scuola con il vaccino Astrazeneca che, come noto, non presenta particolari problemi di trasporto e conservazione. Tutto ciò, al netto dei rapporti che i Sindacati dei medici dovranno intrattenere con il Ministero dell’Economia per la quantificazione dei loro compensi.

Insomma, a noi interessa che saranno i medici di famiglia a vaccinare i docenti e gli ata

 

E’ poi intervenuta la dott.ssa Licia in rappresentanza dell’assessore alla sanità, dott Donini.

La dott Licia ha ribadito che, per i medici, l’accordo è vincolante per cui non potranno esserci defezioni e che il vaccino utilizzato sarà astrazeneca per i mortivi di cui sopra. Tali vaccini dovranno essere somministrati a persone under 65 e questa è decisione di oggi dell’AIFA per cui è superato il limite dei 55 anni. Ciò vuol dire, praticamente, che tutti i docenti avranno astrazeneca a  parte quella decina di loro che ,superati i 65 anni, sono ancora in servizio  in quanto non arrivati al servizio minimo per la pensione.

La dott.ssa Licia ha poi riepilogato l’ordine di vaccinazione a seconda dell’età e delle patologie per cui prima verranno gli ultraottantacinquenni , poi gli ultra ottantenni , in seguito i soggetti fragili e poi gli ultrasettantenni etc,,,  Utilizzando astrazeneca, è evidente che le vaccinazioni proseguiranno su due binari per cui ai più anziani ed ai fragili con pluripatologie verrà iniettato il vaccino Pfiser.  E’ stato ribadito che astrazeneca è sicuro e che funziona bene anche per i soggetti più anziani e che , in un primo momento, ne erano stati esclusi perchè non sufficientemente provato su di loro. Ora tale questione, in rapporto all’esperienza inglese, è superata e la validità di tale vaccino è acclarata per tutte le età con qualche riserva solo per gli ultraottantenni.

L’operazione vaccinale sarà facilitata dalla prossima approvazione del siero Jonshon and jonshon che, come noto, sarà iniettato in unica soluzione.

L’unico problema, al momento, si riferisce al numero delle dosi disponibili(90.000 circa) a fronte di una platea di personale scolastico (docenti ed ata ma non personale appaltato) di circa 120.000 unità. Si è deciso di somministrare tutte le dosi come prima puntura in quanto si pensa, nel prossimo futuro, all’arrivo di altre numerose dosi e considerando anche che la seconda puntura di Astrazeneca si potrà fare  entro i 2/3 mesi successivi. Considerando però che alcuni  non vorranno vaccinarsi , che parecchi avranno residenza o comunque il medico di famiglia in altre Regioni, con le dosi disponibili fino ad ora, ci potremo portare avanti.

 

Ha preso poi la parola l’assessore Salomoni. Ha ribadito che la vaccinazione sarà solo per i docenti ed ata che hanno il medico di famiglia in questa Regione. Tale personale , posto che le dosi astrazeneca arriveranno ai medici di famiglia entro la fine della corrente settimana, potranno contattare i propri medici già a partire da lunedì-martedì-mercoledì della prossima settimana ed ottenere l’appuntamento vaccinale per il quale dovranno rilasciare autocertificazione attestante di essere insegnanti in servizio. Ovviamente saranno fatti controlli a campione perché l’autodichiarazione mendace è soggetta alle sanzioni di legge.

Da tale processo vaccinale sono esclusi gli studenti, per i quali, se sopra i 16 o i 18 anni a seconda dei vaccini somministrabili, si procederà in seguito

 

Ha concluso l’incontro l’assessore Corsini. Ha descritto la situazione dei trasporti come tranquilla e sicura. I Bus viaggiano al 50% della capienza  anche se il numero era stato pensato per il 75% della medesima. Quindi i bus viaggiano più vuoti ed  in condizioni di maggior sicurezza. Unica difficoltà iniziale, poi superata, quella verificatasi inizialmente quando erano stati programmati Bus bis e tris in quanto gli studenti erano portati ad ammassarsi, quasi tutti, sul primo bus. La situazione è stata risolta con il convincimento e con l’aiuto di personale sorvegliante volontario e con gli stuard.

 

Baruffi ha concluso la riunione dicendo che è molto probabile che da lunedì prossimo la Regione Emilia Romagna sia in zona arancione almeno fino al 7 marzo

 

 

Terminato questo incontro, ci siamo collegati con l’USR per un ulteriore incontro per altro sugli stessi temi.

Era presente il direttore Versari.

 

Oltre a trattare superficialmente la situazione sanitaria della quale ci era stato detto nell’incontro di cui sopra, il Direttore regionale ha ammesso che la situazione sanitaria sembra andare verso un certo peggioramento anche se, però, allo stato attuale, non si confermano ancora situazioni di eccessiva preoccupazione. La situazione deve farci restare attenti alla primaria ed alla materna in cui, però, i casi sono 10 volte inferiori a quelli che si verificano nella scuola secondaria di secondo grado e ciò malgrado la primaria e l’infanzia si sviluppino in presenza sull’intero orario scolastico mentre la secondaria di secondo grado solo al 50%.

Versari ha ribadito che , al momento, non ci sono le condizioni per incrementare  la frequenza oltre il 50%. Tutto ciò ovviamente al netto di eventuali e nuove decisioni ministeriali.

Quanto al fatto che ci siano, in Regione, molte classi a casa ed anche scuole tutte chiuse, Versari ne ha attribuito , per così dire, la colpa, al sistema di tracciamento che è saltato in quanto l’epidemia, da quel punto di vista,  è fuori controllo.

Ed allora, in mancanza di sicurezze, molti DS sono portati a chiudere le scuole non avendo supporto dall’AUSL. Altri, per così dire, più coraggiosi, proseguono a scuole aperte.

Secondo Versari, se in una classe ci sono un paio di studenti contagiati, con le opportune misure di protezione, si può andare tranquillamente avant( ha detto prorio così) mentre se i casi, in una classe diventano 8/10, allora la si fa stare a casa e se ciò coinvolge più classi, si chiude la scuola.

Sembra , a quel che ha detto, che ,oggi, la responsabilità della decisione spetti ai Presidi mentre fino a poco tempo fa , lui stesso la aveva scaricata sul servizio di Prevenzione e Protezione dell’AUSL

 

 

Ho fatto presente che la situazione mi pare alquanto preoccupante visto che , nel nostro Paese, siamo a più do 90.000 vittime da coronavirus. Siamo indietro di un paio di settimane agli altri Paesi europei che sono in condizioni peggiori ma tra un po’ ci arriveremo anche noi. Il caso di Perugia e dell’Umbria è sotto gli occhi di tutti per cui fa paura la variante inglese che è più diffusiva e colpisce i bambini fino ad ora quasi esclusi. I bambini vanno poi a casa e, a cascata, possono infettare genitori e nonni e quindi anche le persone fragili.

Proprio per questo- ho continuato-la Germania ha chiuso tutto con un Lookdown rigido che ha compreso anche le scuole. Misure simili sono state poi prese in molti altri Paesi europei.

Siccome , per noi dello Snals, la salute viene prima di tutto, occorre non fare i fenomeni ed assumere tutte le misure necessarie a salvaguardare la vita delle persone.

Non sarà un caso che il 70/ dei docenti ed ata si è detto contrario alla ripresa della scuola in presenza, Non penso che ciò sia dovuto alla mancanza di voglia di andare a scuola ma alla legittima  paura di una situazione non pienamente  sotto controllo

 

Alle 13, l’incontro ha avuto termine

 

Bologna 17/02/21

 

Il Segretario regionale

Gianfranco Samorì


 
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