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Opinione del 07/03/2016

Titolo: Il rispetto delle regole? - Un optional

Il rispetto delle regole? Un optional Sembra che, in questo Paese, le regole e, addirittura, le Leggi, valgano sì ma fino ad un certo punto in quanto ciò che esse prescrivono si può interpretare, stiracchiare, diluire “ad libitum”. Prendiamo il caso del Concorso a dirigente scolastico. Annunciato con una certa enfasi già a metà 2014, doveva essere bandito, per legge, entro il 31 dicembre di quel medesimo anno. D’altra parte, considerando l’abnorme numero di reggenze ( nella nostra Regione quasi 200 su un organico di 535 Istituzioni scolastiche) non si poteva e doveva protrarre a lungo una situazione di incertezza in quanto è noto che un dirigente scolastico dimezzato tra due realtà territoriali non può avere la capacità di incidere, come dovrebbe, sullo sviluppo dei processi comunicativi ed organizzativi degli Istituti diretti. Nonostante ciò il Concorso è rimasto nel libro dei sogni e , con il “Milleproroghe” , l’emanazione del Bando venne spostata al 31 marzo 2015. Va beh…, una legge modifica quella precedente per cui l’operazione, pur insensata per le considerazioni di cui sopra, poteva avere i crismi della legalità. Ma anche il 31 marzo è passato nel silenzio più assoluto lasciando nella “costernazione” varie migliaia di docenti che avevano intrapreso una impegnativa preparazione per cercare di dare una svolta alla propria carriera professionale.. E, questa volta, nemmeno uno straccio di legge che spostasse la data di pubblicazione del Bando per cui, a noi che spesso avevamo aiutato i candidati nella rifinitura della loro preparazione, non rimaneva che, sconsolati, allargare le braccia. E’ passato quasi un anno da allora e del Concorso, ufficialmente, non se ne sa più nulla se non da sporadiche dichiarazioni del Ministro che assicura che il Bando è lì, pronto, ed a giorni!!! sarà emanato. Noi pensiamo che non si possa giocare così con le aspirazioni ed i legittimi desideri delle persone. Diversa sembra la sorte del Concorso a cattedre che, anche questo comunque dopo una lunga gestazione e vari rinvii, è stato finalmente attivato attraverso la pubblicazione del Bando il 25 febbraio u.s. Registriamo le ottimistiche affermazioni del Ministro Giannini che promette, ai circa 200.000 docenti interessati, una cattedra al 1° settembre 2016 ma non possiamo non rimanere dubbiosi visti i precedenti. La prova scritta, si dice , ci sarà a fine aprile (le date le apprenderemo dalla G.U. il 12 aprile p.v., forse…) ma, essendo costituita per 6/8 da quesiti a risposta aperta e, quindi, discorsivi e da correggere da parte della commissione giudicatrice ( e non da un computer), prospetta una operazione che richiederà tempo. Sia chiaro, non abbiamo nessuna nostalgia di quiz e quant’altro, aboliti per questa tornata concorsuale, e che riteniamo assolutamente inadatti a sondare le capacità culturali, pedagogiche e didattiche dei docenti. Li consideriamo semplicemente una lotteria in cui il fattore K gioca un ruolo decisivo. Ciò detto, però, ci sono tempi tecnici che non possono essere bypassati. Siamo troppo negativisti? Speriamo di sbagliarci ma, comunque, il tutto sarà facilmente verificabile di qui a pochi mesi. Altro esempio di promesse non mantenute viene dall’organico “funzionale” di cui alla L107/15. Esso rappresenta uno snodo decisivo per capire la direzione di una Riforma che presenta non poche incoerenze da sempre da noi denunciate e rispetto alle quali la battaglia sindacale dovrà continuare avendo già programmato una ulteriore grande manifestazione delle nostre RSU, a Roma, per il 28 aprile p.v. L’introduzione di un organico dell’autonomia scolastica rappresenta indubbiamente un punto di forza della legge che vede assegnare alle scuole 6/7 posti aggiuntivi a quelli necessari alla mera erogazione di ore di lezioni frontali. La connessione progettuale tra organico dell’autonomia e P.T.O.F. è rafforzata dall’inserimento, nel piano, dell’indicazione del fabbisogno dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa oltre a quelli comuni e di sostegno necessari per il raggiungimento degli obiettivi indicati. Non si tratta , però, a nostro avviso, di attuare qualche attività educativa in più per utilizzare gli insegnanti aggiuntivi ma di progettarne un utilizzo finalizzato a cambiare il modello dell’organizzazione scolastica . E la prima condizione è di costruire la pari dignità professionale di tutti gli insegnanti dell’organico dell’autonomia senza alcuna differenza nei diritti e nei doveri tra insegnanti titolari di posti comuni, di sostegno e di potenziato. Si tratta di considerare l’organico dell’autonomia come una dotazione di risorse in cui il monte ore di attività degli insegnati è superiore al monte ore di attività degli studenti e che, pertanto, permette non solo la realizzazione di attività didattiche aggiuntive ma anche e, forse, soprattutto, attività in cui la contemporaneità dell’azione docente è necessaria per superare la didattica trasmissiva attraverso la formazione di gruppi di apprendimento diversi dalla classe, lo sviluppo della didattica laboratoriale , etc… E quale è la risposta ministeriale a queste osservazioni? Il non scioglimento, ad oggi, dei dubbi legati ai commi 85 e 95 della L 107/15 che lasciano troppa discrezionalità ai dirigenti scolastici, ai fini dell’utilizzo dei docenti del potenziamento, per la copertura delle supplenze brevi. Se la progettualità può essere interrotta per un raffreddore od un mal di testa, francamente non vediamo prospettive di sviluppo: le utilizzazioni del “potenziato” per le supplenze devono avere esclusivamente carattere residuale e devono essere programmate ed organizzate garantendo stabilità e certezza alla progettazione didattica. Ma al Miur, piuttosto che dare risposte serie ai problemi sopra evidenziati, preferiscono “baloccarsi” con indicazioni sulle “gite scolastiche”. La Circolare 674 del 3 febbraio scorso introduce un nuovo profilo professionale del docente a noi , finora, sconosciuto per cui è necessario annoverare, nelle competenze degli insegnati, anche quella di improvvisarsi meccanico e vigile urbano con l’intuito per l’etilometro. Il docente deve prima passare al setaccio il pullman dando una occhiata agli pneumatici, agli estintori ed allo specchietto retrovisore e deve chiedere all’autista di tirar fuori patente e libretto e , così sta scritto nella Circolare, “ prestare attenzione al fatto che il conducente non può assumere sostanze stupefacenti, psicotrope(psicofarmaci) né bevande alcoliche neppure in modica quantità.” E ciò e certamente facile da realizzare in quanto è noto che gli autisti di pullman, quando decidono di drogarsi o di bere in eccesso, lo fanno “coram populo”!!! Certamente la Circolare è un bell’incentivo per i viaggi di istruzione. Forse sarebbe meglio che il Miur pensasse ad un restauro della L 107/15 piuttosto che avvilupparsi in elucubrazioni organizzative( pur posto che la sicurezza dei nostri ragazzi è fatto assolutamente preminente) anche per evitare l’onda referendaria che sembra stia per partire. Sotto tiro sono quattro aspetti della L 107/15: l’abolizione dello “school bonus” per le scuole paritarie, la rivisitazione dell’alternanza scuola-lavoro, l’abolizione della figura del preside-manager e della valutazione del merito. Da parte nostra ci aggiungeremmo anche l’abolizione degli ambiti territoriali. Non c’è che dire: se si raggiungeranno le firme necessarie( e ciò non è facile come Civati docet) e se poi gli elettori, nel segreto dell’urna, si esprimessero positivamente sulle proposte referendarie, allora ci troveremmo di fronte ad una “bella botta” alla L 107/15.

 
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