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Opinione del 25/05/2016

Titolo: Sotto il vestito ,niente - Politica scolastica inconsistente

Sotto il vestito niente
Lo sciopero del 20 maggio ha avuto, nella nostra Regione, un riscontro importante. Difficile eguagliare la mobilitazione del 5 maggio 2015 ma, grazie al lavoro dei nostri Segretari provinciali e dei loro collaboratori, siamo riusciti a portare nelle piazze delle varie province, di fronte alle Prefetture, migliaia di operatori scolastici delusi da una politica scolastica non solo inconsistente ma anche mortificante rispetto alle aspirazioni ed alle professionalità di docenti ed ata. Ci siamo battuti, e continueremo a farlo, per il rinnovo del Contratto scaduto ormai da ben 7 anni senza che nessuno, al Governo(questo ed i precedenti) battesse ciglia anche dinnanzi alla pronuncia della Corte Costituzionale; abbiamo lottato, e continueremo a farlo,  contro la Legge 107/15 che, al di là delle immissioni in ruolo che, però , si sostanziano soprattutto come stabilizzazioni di precari più che come immissioni in servizio di giovani docenti, presenta numerose aporie che vanno dalla chiamata diretta al bonus che faranno, della scuola, terreno per improponibili azioni di subalternità ed acquiescenza personale che sono il contrario della dignità esplicitabile attraverso la libertà di insegnamento per altro costituzionalmente protetta. Ma il problema della  cosidetta - a noi non sembra-  “buona scuola” non è solo il fatto - anche quello e per ciò abbiamo scioperato- che c’è un  Preside che comanda e sceglie ma anche quello di costruire una rete formativa sulla quale poi, in ultima istanza, si basa, come nella cartina di tornasole, la professionalità docente. E non basta dire, come sempre fa questo Governo, che occorre puntare sulla scuola per risollevare le sorti del Paese: se tale affermazione corrispondesse al vero, occorrerebbe puntare sui docenti e lanciare un piano ed un programma nazionale di formazione ed aggiornamento. Non è infatti sufficiente, come fa la L. 107/15, trasformare la formazione da diritto in dovere. Se pensiamo alle drastiche riduzioni di finanziamenti che, nella nostra Regione, ha subito la formazione  con il mancato rifinanziamento della L. 440/97, ci rendiamo conto, ormai,  di come le poche risorse disponibili servano solo per la gestione ordinaria riferita alla formazione dei neo-immessi in ruolo, al Clil, etc… per cui ci si forma su azioni dovute per legge. Non crediamo neppure che debbano essere prese in considerazione, come azioni formative, quelle legate ai 500 euri della Carta del Docente perché è evidente che le anomalie in essa contenute rendono difficile una vera formazione ed hanno tutta l’aria di una “mancetta” elettorale. Come diceva Jean Paul Sartre, che era un comunista ma a volte anche loro ci azzeccano, la politica può far tutto- o molto- ma , assolutamente, non può permettersi di non decidere essendo questa la sua essenza. Se non si investe sulla formazione si rischia una “Caporetto cognitiva” in quanto se le prove INVALSI( di cui  per altro contestiamo il valore  e la necessità) ci pongono nella retroguardia dell’Europa che conta, per una rinascita che porti, per continuare nella metafora, ad “una Vittorio Veneto cognitiva”, la strada non può che essere quella  della formazione  e della costruzione di una scuola più sensibile ai bisogni, ai valori, alla sensibilità di chi, in essa, ci lavora e profonde le proprie energie. Ed invece il Governo non fa in tempo ad emanare una nota positiva( forse senza rendersene conto)  che subito ne piazza una dal discutibile senso e valore. A nostro avviso la prima è quella di qualche mese fa in cui si richiama la pedagogia delle “classi aperte”, del “team teaching”, del “non graded school” e dei “gruppi di livello” subito criticata, ideologicamente, da una sinistra che non riesce ad affrancarsi dai temi del ‘900. Ma le classi di livello sono”roba”, per così dire, vecchia, che data dalla L 517/77 e che da tutti , allora – ma noi pensiamo  anche oggi- fu considerata all’avanguardia da un punto di vista pedagogico. D’altra parte, la classe statica, monolitica, unitaria, non modificabile è “cosa napoleonica” trasferita in Italia con la discesa , nel nostro Paese, del generale corso ed è improntata al modello dello Stato accentratore  e burocratico tipico della Francia di allora ed anche, seppur con i dovuti cambiamenti, di oggi. Non abbiamo fatto in tempo a metabolizzare tale opportuna nota ministeriale che ne è seguita un’altra, la 1804  del 19 aprile u.s., che è davvero desolante, oltre che per la faccenda del bonus in quanto si sostiene la legittimità del Comitato di valutazione, quale organo deliberante i criteri per l’attribuzione del premio, anche se “non perfetto” per cui la dazione straordinaria verrebbe fatta da un organo monocratico (il dirigente scolastico) secondo criteri espressi da un organo “incompetente” sul piano didattico in quanto privo delle necessarie conoscenze,anche sul piano pedagogico. In tale nota si afferma esplicitamente che “il potenziato” potrà servire anche per “allungare il tempo scolastico”. Noi siamo assolutamente favorevoli ad una risposta che , venendo incontro alle richieste di studenti e genitori, prolunghi il tempo scuola ma non possiamo accettare che ciò avvenga con il “potenziato”. L’organico funzionale era stato pensato quale strumento per allargare l’offerta formativa, costruire laboratori, migliorare la didattica ed implementare le possibilità formative degli studenti. Se lo uso per le supplenze o per il T.P., lo snaturo rispetto alle idee in  base alle quali noi lo rivendichiamo da decenni. Tra l’altro, la nota Miur nasconde una trappola perché è evidente che se posso prolungare  il tempo scolastico con il “potenziato”, poi non potrò richiedere, per lo stesso motivo, posti nell’organico di fatto: insomma una “gaffe” che sa di harakiri. Questo Governo ha mortificato i docenti per tutto ciò di cui sopra; ha ignorato il personale ata neppur citato nella L.107/15; mostra disprezzo per i DS con la faccenda del FUN rispetto al quale fa il gioco delle tre carte spostando i finanziamenti un po’ di qua ed un po’ di là come in un sistema di scatole cinesi e così facendo li ricaccia indietro ai livelli retributivi del 2011 con buona pace dell’ANP che si contenta, evidentemente, del “potere” che la L.107/15 loro attribuisce; colpisce i pensionati attraverso la non rivalutazione monetaria dovuta per l’inflazione che , anche se bassa, pure c’è stata in questi anni. Per non parlare poi del fondo di solidarietà con cui ce la menano un giorno sì e l’altro pure attraverso le parole del Presidente dell’INPS. Poiché la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo tale contributo, avessero almeno il coraggio di alzare le aliquote IRPEF che, costituzionalmente parlando, debbono essere progressive e , quindi, colpire tutti e non solo i pensionati al fine di aggiustare la politica economica di questo Paese. Ma, ovviamente, non se la sentono perché è , questo, un Paese che di tasse sta per soffocare ed allora si preferisce prendere facili e demagogiche soluzioni alimentando dibattiti infiniti e divisivi. Bhe..! Ci viene in mente il titolo di una vecchia canzone di Rino Gaetano: Governo/Renzi, “nun te reggae più”
La scuola è contro il Governo, le opposizioni(tutte da destra e da sinistra) sono contro il Governo  e puntano a rovesciarlo con le amministrative prima e con il referendum costituzionale dopo, i poteri forti ( detto dal primo ministro e dalla più importante delle sue ministre) sono contro il Governo.  Ci viene un sospetto! Non sarà che non sono i poteri forti contro il Governo ma il suo pensiero debole? Questa è la realtà e tutto il resto è noia, per dirla con Califano. Il fatto poi che alcune opposizioni parlino alla pancia del Paese ( ed a volte anche sotto la pancia) aiuta, a nostro avviso, il mantenimento di una situazione di incertezza che andrebbe velocemente superata. Abramo Lincoln diceva .” Si può ingannare una persona per tutta la vita, si possono ingannare tante persone per una volta, ma è impossibile ingannare tante persone per tutta la vita”
Facciamo nostra questa espressione considerando che, all’interno del nostro Sindacato, non c’è una pregiudiziale personale contro il Presidente del Consiglio votato, alle europee, da molti di noi. Deve solo cambiare passo rispetto alla scuola.
Ed allora, siamo di fronte ad una politica scolastica complessiva fatta, da una parte , di norme contrarie  ai valori ed alla sensibilità di chi vi opera e si spende quotidianamente nel vissuto scolastico e, dall’altra,  di annunci  o regalie che hanno il retrogusto di mance elettorali come quelle legate alla formazione. Insomma, ci verrebbe da dire, vista l’inconsistenza del “progetto scuola” di questo Governo;”sotto il vestito ,niente.

 
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