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Opinione del 12/09/2016

Titolo: Tre ragioni per una protesta forte - Occorre che il Governo cambi marcia

Tre ragioni per una protesta forte

 

Certamente questa Sinistra che ci governa non è massimalista ; anzi ,a volte, sembra decisamente sterzare al centro non sappiamo se per convinzione politica precisa o se per necessità di mantenere un potere che è legato a numeri assai striminziti. Ma tant’è in quanto , al di là della contingenza, spesso affiorano atteggiamenti che , con un poco di paradosso, potremmo definire “stalinisti”. Diceva Bertold Brecht riferendosi alla ex Unione Sovietica :” Il Comitato Centrale ha deciso, il popolo non è d’accordo: occorre subito cambiare il popolo”  Ecco, per tornare al nostro mondo, il Presidente del Consiglio non vuole o non può cambiare gli insegnanti, magari come ha fatto sostanzialmente con i vertici Rai affidandosi a persone  che non potevano  non assecondare le sue aspirazioni, ma certamente li vuole punire. Individuiamo almeno tre direzioni in tal senso:

·         Di Contratto ancora non si parla in modo serio essendo assodato che i 300 milioni stanziati nella Legge di Stabilità sono solamente un brodino neppure tanto caldo. Occorrono almeno 7 miliardi ed il rebus sta appunto nella direzione da intraprendere per trovarli.  Al momento l’Italia, purtroppo, non cresce, il PIL è fermo ed il debito pubblico , giusto l’altro giorno, ha raggiunto il suo nuovo record.. Come si farà allora a dare una risposta seria , oltre che alle attese di docenti ed ata, anche alla decisione della Corte Costituzionale che ha sentenziato che i Contratti devono essere rinnovati anche se senza previsione di retroattività. Ma almeno ce li rinnovassero a partire dal 2015!!! atteso che rimane un furto sottrarci gli anni precedenti. Ormai siamo diventati una classe di “nuovi poveri” e l’affermazione prodiana di “ascensore bloccato” ci sembra  riduttiva in quanto l’ascensore, più che bloccato, continua a scendere in basso: i poveri sono sempre più poveri ed i ricchi sempre più ricchi. Pensiamo allora che occorra una strategia di lotta che non ci diverte ma che appare come l’ultima  speranza per arrivare al nostro traguardo. Una strategia di lotta certamente responsabile ma che , al contempo, miri in alto. Quando ci si contenta di arrivare a metà classifica, di solito si retrocede mentre se si punta allo scudetto, magari non lo si vince, ma si arriva tra i primi. Certo, una strategia di lotta implica coraggio ed energia che la nostra classe dirigente certamente ha avuto in passato ed avrà in futuro. “I vecchi indicano la strada ed  i giovani hanno l’energia per seguirla” recita un famoso proverbio Masai. Ecco , forse l’occasione per una sterzata complessiva  di energia si presenta già  il prossimo anno con la Convocazione del Congresso nazionale anche se, per dirla con Steve Jobs, abbiamo bisogno di giovani “visionari” che sappiano immaginare il futuro dato che la giovinezza non è solo un fattore anagrafico ma anche mentale.

·         Elemento assai destabilizzante della scuola è il così detto “bonus” in quanto portatore di divisioni e contrasti. E’ paradossale che un organo monocratico possa decidere , di fatto in assoluta solitudine, chi premiare e chi no, chi è bravo e chi va rimandato a settembre, chi viene esposto alla luce   e chi è condannato al purgatorio  se non all’inferno della considerazione sociale. Ribadiamo la nostra precisa convinzione per cui i fondi contrattuali non possono essere utilizzati in modo discriminatorio. Sappiamo, per certo, che molti docenti  non hanno fatto richiesta per il bonus e , proprio, non lo vogliono ma noi riteniamo che l’”eroismo individuale” ammirevole in tempi di crisi economica, debba essere sostituito da regole giuste e  condivise tra le parti. Gli insegnanti non devono essere condizionati dal timore di essere valutati, puniti , scelti o addirittura licenziati piuttosto che valorizzati e sostenuti. Questa è la strada giusta per correggere la Riforma

·         C’è poi la questione della “chiamata diretta”. Siamo al paradosso più spinto, cose da “blob”, cose “mai viste”.Nell’esemplare articolo che segue, si fa riferimento al fenomeno del “capolarato” che verrebbe esteso alla scuola. Esso ha funzionato nelle zone bracciantili del nostro Paese (in Puglia, Calabria, Campania) per la raccolta dei pomodori e quant’altro. Prima si sfruttava la mano d’opera locale , oggi si è passati  e servirsi degli extracomunitari: gli uni e gli altri senza diritti. C’è però una grande novità: fino a ieri il “capolarato”  era condannabile eticamente ed , a limite, per reati fiscali, oggi, con l’approvazione da parte di un ramo del nostro Parlamento, diventa reato tout court ed anzi non si colpiscono più  solo i caporali ma anche i latifondisti che sono i sostanziali mandanti. Nell’equazione non poi solo paradossale con il mondo della scuola, ci verrebbe da dire che  diventano “ condannabili” in quanto decisori di un reato , anche i vertici della nostra Pubblica Amministrazione. Non basta , infatti, che il Miur parli di controlli sulla procedura della “chiamata diretta” dopo che si sono diffuse notizie di discriminazioni ai danni di docenti  con figli o con genitori disabili.  Dice il Miur che si devono confrontare i PTFO con gli avvisi dei Ds pubblicati sui siti delle scuole. Osserviamo che per ogni scuola vengono, mediamente, elaborate 200 pagine di documentazione. Ma chi ha competenza tecnica per dare una giusta valutazione? Non certo gli amministrativi dei vari USP ma, teoricamente, solo gli Ispettori tecnici che essendo una razza in via di estinzione( a meno di un sostanziale ripensamento del Miur) non possono certo, pochi come sono, valutare la pletorica documentazione delle oltre 8000 scuole italiane. Ed allora la nota “garantista” del Miur appare poco più di una “grida manzoniana” piuttosto che un vero piano operativo.

Insomma, ora che i sondaggi non fanno più stare tranquillo in nostro presidente del Consiglio,sta partendo, sembra, una nuova strategia comunicativa basata su una apparente volontà di dialogo come testimoniato dalla recente vicenda dell’ANPI. Ma non basta andare a parlare in tutte le “Feste di partito” per convincere , nel nostro caso, gli insegnati e gli ata. Anzi, a volte a noi sembra sia meglio tenere la bocca chiusa  e correre il rischio di essere considerato inadeguato piuttosto che aprirla e togliere ogni dubbio.

La scuola è fatta di gente che non rincorre, “teleguidata”, le oltre 151 specie di POKEMON da catturate andando a zonzo senza mete precise ma di persone che sanno utilmente adoperare la loro testa.

 Tre ragioni per una protesta forte


 
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