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Opinione del 14/01/2017

Titolo: Relazioni sindacali - Inversione di rotta?

Inversione di rotta….??

 

Avanti tutta nel disgelo delle relazioni sindacali o semplice mossa tattica determinata dall’evoluzione politica non proprio favorevole all’ex governo Renzi ( ma anche all’attuale che è fotocopia di quello precedente) dopo l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre u.s.? Non sappiamo. Il fatto è, però,  che sembra aprirsi una nuova stagione sindacale attraverso la rottamazione  dei decreti “Brunetta”. La legge bypassa il Contratto, si diceva e si statuiva  negli atti giuridici e parlamentari per cui non c’era, per le rappresentanze organizzate,  alcuna certezza nei rapporti con le istituzioni. E, di tale clima, ne abbiamo fatto le spese anche a livello locale. Le riunioni di contrattazione si sono via via diradate fino a limitarsi a quelle, poche, strettamente previste dalla normativa “brunettiana” e, quando ci si incontrava, si assisteva, per lo più,ad un monologo dell’Amministrazione che, bontà sua, ci informava delle proprie decisioni. Il 30 novembre 2016 segna , invece, e vogliamo sperare che sia veramente così, una netta inversione di rotta. Nell’intesa raggiunta tra Governo e Sindacati si legge, tra l’altro: “….le parti convergono sulla necessità di utilizzare, in modo coordinato e condiviso,tutti gli strumenti necessari per segnare una discontinuità con il passato “   Ed ancora  “ Il Governo ….si impegna … a promuovere il riequilibrio, a favore della Contrattazione,del rapporto tra le fonti che disciplinano il rapporto di lavoro per i dipendenti di tutti i settori ….  Il Governo si impegna a rivedere gli ambiti di competenza, rispettivamente, della Legge e della Contrattazione privilegiando la forma contrattuale quale luogo naturale per la disciplina del rapporto di lavoro, dei diritti e delle garanzie dei lavoratori nonché degli aspetti organizzativi a questi direttamente pertinenti”  Aggiungiamo, a tutto ciò,  l’esplicita rinuncia dell’Amministrazione a procedere con atti unilaterali per cui possiamo affermare di trovarci di fronte ad una vera rivoluzione copernicana. Ma una rondine, si potrebbe dire, non fa primavera per cui qualcuno potrebbe essere indotto a pensare ad affermazioni di maniera che, gattopardescamente, potrebbero, nella sostanza, non cambiare nulla. E però, quattro indizi, se non fanno una prova, ci vanno vicino:

·         Primo indizio. Già Renzi aveva pubblicamente affermato che, tra le tante cose fatte dal suo Governo, qualcuna non gli era riuscita bene ed a tal riguardo citava proprio la cosidetta “Buona scuola” Fra l’altro, se ha straperso( sono parole sue) il referendum costituzionale, lo deve anche al voto , a lui contrario, della Scuola( che era sempre stata un bacino di voti per il PD)come dimostrano gli studi dei flussi elettorali.

·         Secondo indizio. La firma, appunto, apposta sull’intesa del 30 novembre 2016  sul Pubblico Impiego di cui sopra si è detto

·         Terzo indizio. La nomina, quale nuovo ministro del Miur, della senatrice Valeria Fedeli, ex sindacalista della CGIL. E va beh, non ha la Laurea ed ha un po’ giocato, millantando,  con il suo titolo di studio creando polemiche a non finire, si è sempre interessata di tessuti che poco hanno a che vedere  con l’istruzione etc.., ma quel che ci interessa è che ha mostrato grande disponibilità nei confronti delle rappresentanze sindacali. E lo può aver fatto di propria iniziativa senza sentire Gentiloni e, quindi, Renzi di cui sembra essere l’avatar? Crediamo di no. Se così fosse, allora, la mossa della ministra starebbe a registrare un cambio di passo di tutto il Governo

·         Quarto indizio. La recente firma del documento politico  sulla mobilità, le cui istanze dovranno essere trasportate , poi, nel CCIN che seguirà, per noi costituiscono altro fatto importante. Fra l’altro, nell’articolato attualmente in discussione per la mobilità è stato inserito il seguente comma: “l’accordo per il pubblico impiego sottoscritto il 30 novembre tra le OO.SS. e il ministro per la semplificazione e la funzione pubblica definisce il contesto complessivo delle relazioni sindacali nell’ambito del quale si definisce il presente contratto”. Appare chiaro che tale formulazione, inserita nell’articolato, consentirà, nella stesura del testo, di superare contrattualmente alcuni aspetti negativi della legge 107/2015 relativi alla mobilità. Nell’accordo politico sulla mobilità si stabilisce, tra l’altro, che si potrà ottenere il trasferimento anche su scuola scardinando, in qualche modo,  il sistema degli ambiti territoriali e si permette la mobilità al di là del vincolo triennale. Aspettiamo una rivisitazione, da acclarare nel prossimo CCIN su tale argomento, del potere dirigenziale (alias correzione della chiamata diretta) e poi potremo dire, quando tali misure diventeranno strutturali  come noi chiediamo, di aver reso almeno presentabile la L 107/15.

Le analisi dei commentatori politici dicono che Renzi cerchi il voto politico al più presto per ragioni che non stiamo qui ad indagare. Se ciò è vero , ha bisogno del sostegno della scuola. Certo, far dimenticare agli insegnanti le recenti “botte” subite non sarà facile ma per l’ex premier è una delle poche strade rimaste per recuperare il consenso perso. Fra l’altro, la recente decisione della Corte Costituzionale di bocciare il referendum sull’art 18 dà, vedendo i sondaggi, un indubitabile vantaggio a Renzi che, probabilmente, avrebbe subito un’altra “legnata”. Quanto agli altri due referendum ammessi, appare di tutta evidenza come non abbiano lo stesso connotato ideologico-politico e , per altro, come già annunciato dal Governo, saranno forse resi impraticabili da interventi legislativi imminenti che toglieranno i presupposti per un passaggio referendario. Ma se le elezioni politiche, in ogni caso, non sono lontane in quanto maggio /giugno 2017 o febbraio 2018 non cambiano, per il cittadino, i termini della questione, per il Governo e per gli equilibri di potere sembra importante, se non essenziale, che esse si tengano entro il prossimo giugno. Ragion di più, allora, in questa ottica, per inseguire un elettorato, quello della scuola, che direttamente ed indirettamente smuove circa 3-4 milioni di voti. Tutto ciò ci porta a considerare probabile la qualità e la continuità della svolta nelle relazioni sindacali. E’ un fatto strumentale? Può essere. La giravolta non è ideologicamente sentita ma ispirata a mere ragioni opportunistiche. Può essere ancora. Ma a noi, in questo momento, ciò interessa relativamente. Vogliamo fortemente che si ricreino le condizioni per la centralità del Sindacato perché, solo così, potremo garantire conquiste salariali e diritti alle persone che rappresentiamo. Non dimentichiamoci che il CCNL è alle porte e , per detta di alcuni esponenti politici della maggioranza, deve essere rinnovato entro aprile p.v. Prima delle elezioni, dunque! Un regalo per avere voti? Un voto di scambio? Sarebbe , in ogni caso un regalo non regalo perché non si può definire tale un rinnovo per una categoria che aspetta da oltre sette anni.  Ma a noi, in questo momento interessa il risultato. Tutto il reso è “fuffa”.


 
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